Ciak, si gira.
Il nuovo cinema Hellas si prepara a proiettare sul grande schermo il film tanto atteso dal popolo gialloblu: «Il paradiso non può più attendere».
Il regista del kolossal gialloblu si chiama Benito Siciliano, che cullato dalla brezza di Sandrà sta muovendo con sagacia gli attori di questo film estivo.
Con i piedi in ammollo sotto la scrivania, il plenipotenziario del presidente Martinelli è quello di sempre, quello che ti aspetti: trofico, carioca, determinato, amministratore, delegato, risoluto. Risolutissimo. Il presente, i suoi uomini, dentro al film. Quelli che appartengono al passato, fuori.
Da togliere il fiato e financo la favella.
Fra pochi giorni il nuovo Verona si ritrova, per contarsi, per ripartire, per crederci ancora. Con più voglia che mai. Agli ordini dell’eterno ragazzo Giuseppe Giannini, già principe di vascello nella Roma che fu e ora nocchiero di questo Verona targato Gibellini.
Piano piano faranno la loro entrata in scena protagonisti e comprimari. E un blocco Gallipoli che cresce, si moltiplica, prospera. Per regalare nuovi sogni al popolo helladino, che lo guarda speranzoso e se lo mangia con gli occhi.
E la cadetteria è lì, una parabola ascendente da vedere, da toccare. Un tram chiamato desiderio.
Motore, azione. Ciak, si gira.
E la storia ormai è nota.
Arcinota.
Scimmione