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| 1987/88 |
Roberto
Tricella, capitano del Verona campione d'Italia, approda alla Juve assieme
a De Agostini. I tifosi cominciano a contestare il presidente Chiampan.
In campionato il Verona termina al 10° posto. In Coppa Uefa, invece, si
toglie parecchie soddisfazioni. Elimina il Pogon Stettino (1-1 in Polonia,
3-1 al Bentegodi), l'Utrecht (1-1 in Olanda, 2-1 a Verona) e lo Sportul
di Bucarest (3-1 in casa, 1-0 in trasferta). Viene fermato nei quarti
dal Werder Brema, che vince 1-0 al Bentegodi e pareggia in casa 1-1. |
| 1988/89 |
Solo la presenza di Bagnoli riesce a tenere a bada i contestatori del
presidente Chiampan e del suo vice Eraldo Polato. La squadra si piazza
all'11° posto con 29 punti e torna impietosamente al suo antico ruolo
di provinciale. |
| 1989/90 |
Franco Landri, nuovo ds del Verona, opera una campagna acquisti all'insegna
delle cessioni e affida a Bagnoli una squadra completamente rinnovata
in quasi tutti gli effettivi. Bagnoli tenta il miracolo, ma la retrocessione
in B è inevitabile. Nonostante questo, si toglie la soddisfazione di battere
alla penultima di campioato il Milan al Bentegodi per 2-1 togliendogli
per la seconda volta lo scudetto dalle maglie. |
| 1990/91 |
Fernando Chiampan abdica e cede la società alla "fantomatica" Invest di
Milano. Presidente diventa Angelo Di Palermo che poi lascerà ad Emyl Mirzhakanian.
A tifare le fila della Invest è Roberto Uzzo. La squadra è affidata a
Eugenio Fascetti. Il 21 febbraio 1991 il Tribunale di Verona dichiara
il fallimento dell'Hellas Verona. Fascetti compie un autentico miracolo
e riporta il Verona in A. |
| 1991/92 |
Una nuova proprietà si affaccia sul palcoscenico del neonato Verona Football
Club. Presidente diventa Stefano Mazzi. Vengono acquistati Stojkovic e
Raducioiu. Ma il Verona precipita in B, nonostante l'avvento di Nils Liedholm
e Mariolino Corso alla guida tecnica della squadra in sostituzione di
Fascetti nel finale di stagione. |
| 1992/93 |
La squadra è affidata a Edy Reja. Si rimane in serie B e i problemi di
bilancio condizionano il rafforzamento in sede di campagna acquisti.Nell'ultima
gara di campionato si registra un nuovo record negativo: sono solo 660
gli spettatori paganti. |
| 1993/94 |
Il nuovo allenatore è Bortolo Mutti, presidente è Mario Ferretto. Si resta
in B. |
| 1994/95 |
Mutti rimane alla guida tecnica. Il primo derby con il Chievo, giocato
il 10 dicembre 1994 termina 1-1. Nel ritorno il Verona perde 3-1, risultato
che i tifosi non perdoneranno mai alla società, all'allenatore e ai giocatori.
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| 1995/96
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Finalmente si torna in serie A. Merito del nuovo presidente Alberto Mazzi
e dei suoi collaboratori Nardino Previdi e Rino Foschi. L'allenatore è
Attilio Perotti. La squadra è composta da: Casazza, Caverzan, Vanoli,
Valoti, Barone, Zanini. Completano la rosa: Guardalben, Manetti, Cammarata,
De Angelis, Di Vaio, Marangon e Salvagno. Il Verona si vendica anche del
Chievo, che soccombe sia nel derby d'andata che in quello di ritorno.
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| 1996/97 |
Arriva Luigi Cagni in sostituzione di Perotti che ha scelto il Genoa.
Tommasi viene ceduto alla Roma, Zanini torna alla Sampdoria per poi venire
nuovamente ingaggiato dopo la 5° di campionato, Valoti va al Piacenza,
Barone a Lucca e Cammarata ad ottobre passa al Torino. Arrivano molti
giocatori nuovi: Reinaldo, Maniero, Corini, Orlandini, Binotto e Colucci.
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| 1997/98
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C'è
ancora Cagni alla guida del Verona, nei primi mesi del 98 la famiglia
Mazzi cede la società a Gianbattista Pastorello il quale dopo qualche
tempo esonera l'allenatore. Si finisce il campionato Senza infamia e senza
lode. |
| 1998/99 |
Il nuovo tecnico scelto da Pastorello è Cesare Prandelli arrivano molti
giocatori nuovi, la partenza è tranquilla ma in casa con la Reggiana si
prendono5 gol,la squadra fa quadrato ed è la svolta per un campionato
strepitoso che l'Hellas vincerà tornando nella serie che gli compete,
la A. |
| 1999/00 |
Il
Verona reste in serie A. Chiude al nono posto con 43 punti in 34 partite
facendo segnare nel girone di ritorno una serie positiva di 15 risultati
utili consecutivi. Cannoniere della squadra è Cammarata con 9 reti. C'è
il divorzio da Prandelli e Pastorello annuncia in una conferenza stampa
shock l'intenzione di cedere la Società in quanto non capito dalla tifoseria,
una parte delle stampa e della città. Sale la contestazione. |
| 2000/01 |
E'
la stagione del ritorno di Attilio Perotti, vengono ceduti i pezzi più
importanti, anche se arrivano giocatori che sulla carta non sembra possano
far rimpiangere chi è andato via, Adrian Mutu dovrebbe essere la stella
che illumina l'Hellas; non sarà così. La squadra, complici le olimpiadi,
viene completata a campionato iniziato. Si parte bene, in casa vinciamo
contro la Lazio e i tifosi sperano in un campionato tranquillo. Purtroppo
le cose saranno molto diverse. In trasferta non facciamo punti, dobbiamo
sempre soffrire e la sensazione è che la squadra sia contro l'allenatore.Il
fondo si tocca in una partita casalinga contro la Reggina persa per 3
- 1. Il campionato del Verona si decide in uno spareggio proprio contro
la Reggina, conquistato con una serie di 3 vittorie consecutive (tra cui
la contestatissima di Parma). Verona e Reggina in un doppio confronto
si giocano l'intera stagione. Si risolve a favore del Verona, non senza
veleni, che vince 1 a 0 al Bentegodi e perde al Granillo per 2 a 1. La
rete salvezza è di MIchele Cossato! |
| 2001/02 |
Perotti
non è più l'allenatore, arriva Malesani. C'è molto entusiasmo nonostante
la campagna acquisti non soddisfi i tifosi. Arrivano Frick sconociusto
giocatore del Liechtenstein (che si rivelerà un ottimo acquisto) e diversi
prestiti compreso il colombiano di colore Montano, descritto come un fenomeno,
ma ancora acerbo. Il campionato parte alla grande e tra le provinciali
l'Hellas e la squadra del quartiere sono quelle che esprimono il miglior
calcio. Addirittura a metà campionato si parla di Coppa Uefa. Purtroppo
in coincidenza della firma del rinnovo del contratto all'allenatore qualcosa
si rompe e la squadra incappa in una serie di risultati negativi che la
portano a giocarsi la salvezza nell'ultima partita di piacenza. Basta
un punto. Purtroppo la squadra, anche se seguita da 7000 tifosi, entra
in campo senza testa e gambe e l'Hellas retrocede ignobilmente in B. La
più brutta retrocessione della storia. |
| 2002/03 |
Il
campionato, che inizia e prosegue con l'eterno rammarico del come ha avuto
luogo la retrocessione, si conclude con il raggiungimento del tredicesimo
posto in classifica. E' un anno difficile, il nuovo attaccante Massimiliano
Vieri, presentanto come cannoniere da urlo, segna 6 reti - di cui una
su rigore - , Cassetti è il nostro bomber e ne segna 7. A gennaio il difensore
Natale Gonnella lascia il posto a Mauro Minelli e Marco Zamboni. Al termine
della stagione vengono ceduti Michele Cossato (contratto terminato) e
Giuseppe Colucci. Anche Malesani se ne va, lasciando sempre intendere
di grandi liti e incomprensioni con la società. Ci salviamo e questo è
l'importante, ma la contestazione prosegue. Da ricordare l'ignobile partita
di Livorno, alla quale i tifosi non hanno potuto assistere. |
| 2003/04 |
E'
quello del centenario, evento dimenticato dalla proprietà. Iniziato
con allenatore Sandro Salvioni l'Hellas sta precipitando dritto dritto
in serie C, così in prossimità delle vacanze natalizie ecco che Babbo
Natale Pastorello lo esonera (ma si parlerà di dimissioni) affidando l'incarico
di guidare la squadra a Sergio Maddè. Pastorello cede il ruolo di presidente
dell'Hellas Verona al Conte Arvedi e promette che dal giorno 1 luglio
2004 non sarà più il proprietario della società, cosa che si rivelerà
l'ennesima bugia del presidente. |
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