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CAPITOLO
10
Preparazione alla SERIE A
E’ l’estate del cinquantasei,
via Fratta è illuminata da eleganti lampioni, regalo alla
città del nuovo sindaco Giorgio Zanotto (padre dell’attuale
inquilino di palazzo Barbieri) due figure note si appoggiano ad
una vettura in sosta, sorridono e…sognano, sono l’allenatore
Piccioli e il presidente Mondadori questo è il loro dialogo:
Quest’anno sento di portare in A la squadra! Lei è
ottimista Angelo?
Certo presidente! Oddio devono andare bene tante cose ad esempio
se Ghizzardi si dimostra quel campione che riteniamo, se Ghiandi
ha le ginocchia a posto e Bassetti riesce a fare i suoi soliti
goal e se magari esce la sorpresa Maccacaro e Frasi tiene per
mezzo campionato siamo a posto e non può farci paura nessuno!
Non sono troppi i se Angelo?
Sì certo, ma non sono arrivati nomi eclatanti e il pubblico
lo dobbiamo conquistare a poco a poco.
Quali sono le formazioni più accreditate?
L’Alessandria certamente.
E il Monza?
E’ incompleto senza Lojacono e Milani e solo un grosso –
mezzo centravanti ed escludo che possano essere più forti
dell’Hellas e qui metto anche il Como, il Catania ha cambiato
troppo e per amalgamare tanti giocatori, magari anche bravi ci
vuole molto tempo, se si parte in ritardo poi è difficile
arrivare in cima.
Il presidente a questo punto dice:
vorrei che la squadra partisse a spron battuto da subito, anche
se questo può voler dire scoppiare alla fine, almeno non
daremo adito ai pessimisti che ci vedono già in C.
Non dubiti presidente con la preparazione del prof. Bovi non molleremo,
magari a cavallo tra l’andata e il ritorno potrà
esserci una flessione ma tutto questo è fisiologico, poi
ci riprenderemo quanto eventualmente avremo lasciato per strada.
Certo sarebbe stupendo andare in A!
Così parlavano i due autori
di una cavalcata memorabile.
Ora però c’è
da prepararsi alla nuova avventura, bisogna non sbagliare gli
acquisti, sentire le segnalazioni degli osservatori. C’è
Mazzi che insiste per portare a Verona un talento brasiliano,
pare abbia solo quindici anni costerebbe poco o niente ma, ci
sarebbe da ospitare tutta la famiglia e soprattutto di trovare
un lavoro al padre. Il ragazzo si chiama Do Nascimiento come molti
in quella parte d’America ed è conosciuto come Pelè.
Non si fa niente, bocciato perché troppo giovane.
Si sceglie così un ragazzo
con più esperienza Dejar Mazzoni ma la moglie non vuole
trasferirsi è in attesa di un altro bambino che và
ad aggiungersi ai tre che già la coppia possiede.
Altro scambio di telegrammi, altre telefonate oltre oceano e finalmente
c’è l’uomo che può dare il tocco di
classe, è già nazionale in Brasile, ha estro fantasia,
cattiveria ( calcistica e non ) arriva però di cinque chili
sotto peso causa una infezione intestinale, simpatico, gioviale
e gelosissimo della giovanissima moglie. Bellissima ed esuberante,
che fa la fortuna di molti negozi del centro e anche la conoscenza
del comando carabinieri di via S. D’acquisto, il motivo
è semplice, quando il marito Manuel è in ritiro
con la squadra lei và a ballare con degli amici, il sospettoso
giocatore fugge dall’hotel S.Marco di Riva del Garda e non
trovandola a casa nel bel mezzo della notte , la cerca disperatamente
e…”finalmente” la trova, sono talmente tante
le grida che vengono all’ertati i tutori dell’ordine,
la signora condotta in ospedale e il marito trattenuto per accertamenti
fino all’arrivo di un allarmato rag. Nuvolari, tutto deve
passare sotto silenzio anche se è difficile, nottate così
capiteranno ancora, Manuela, comunque non lo denuncerà
mai.
Sul campo è un campione
e avrà modo di dimostrarlo, nella vita invece come tutti
i sudamericani dimostrerà poca attitudine alle regole.
Altro straniero il giovanissimo Gundersen nazionale addirittura
in due sport: il calcio che praticava in estate e l’hockey
su ghiaccio nella lunga sosta invernale.
Tra gli acquisti in questa estate, Rosetta ex Fiorentina e nazionale
e, un giovanissimo Bagnoli proveniente dal Milan immediatamente
preso in simpatia, forse più per la classe dimostrata che
non per quanto sapeva esprimere essendo molto chiuso caratterialmente,
viene subito soprannominato “Zaso dal lungo naso”.
Riva del Garda accoglie con i suoi profumi di cedri e limoni il
primo Verona (professionistico)di serie A. L’hotel S. Marco
è situato proprio di fronte al campo d’allenamento
e i ragazzi sono seguiti con interesse da villeggianti e paesani.
La maglia d’allenamento
è grigia con in orizzontale una banda gialloblu, naturalmente
di lana seppur con le maniche corte. Il sudore copioso le impregna
ma, si lavora volentieri ed in armonia, Frasi con le sue battute
riesce a far sorridere anche il “serioso” Bagnoli.
Gundersen acquista sempre più padronanza della lingua aiutato
del compagno di stanza Stefanini. Dopo poche amichevoli si ha
la certezza di ben figurare e così è, inizia il
campionato : perdiamo tre a due con la juve ma li applausi sono
per i nostri colori dopo i goal di Boniperti e Sivori segna Macaccaro
poi Charles e in fine la rete di Bassetti i giornali parlano di
piacevole sorpresa.
Un ottimo Bagnoli a centro campo,
lanci lunghi e precisi e una visione di gioco invidiabile, non
facciamo punti ma ora siamo consapevoli della nostra forza e infatti
la partita seguente la vinciamo su un ottimo Lanerossi, và
a segno Gundersen e il Bentegodi esplode, il ragazzo anche se
un po’ discontinuo sarà un beniamino dei tifosi.
Andiamo a Genova a prenderci un
punto con il goal di Bagnoli e la settimana dopo “distruggiamo”
con tre segnature la temuta Alessandria, due Macaccaro e uno del
mitico Bassetti. Siamo felici per la vittoria e forse in cuor
nostro pensiamo di essere imbattibili ma, dietro l’angolo
ci aspetta una clamorosa sconfitta a Napoli ne prediamo sei. Il
veronese comunque non è tipo che si abbatte e così
sulla serranda del tifosissimo barbiere di “via de mezo”
faranno bella mostra di sé sei gustosissime pere.
Anche la domenica dopo segnamo
il passo a Roma però con onore ad un goal di Giuliano su
rigore pareggia il nostro Larini ma è una autorete di Tesconi
a dare il là alla vittoria di una “piccola”
Roma grande solo nella fortuna. Arriva Del Vecchio e ci porta
alla vittoria con il Bologna e la domenica dopo battiamo anche
una forte Udinese. Con una rete di Lorenzi perdiamo a S. Siro
con l’Inter e la domenica successiva in casa si perde con
una ottima Fiorentina pareggiamo con la Spal e battiamo tre a
zero l’Atalanta, ma è il tredicesimo turno che ci
porta un po’ di scompiglio in formazione, perdiamo quattro
a uno con il Genoa, il testimone ora cambia e incontrando il Milan
con una formazione con molte modifiche vinciamo quattro a tre,
la presenza della veronesissima miss Italia, Bice Faccioli porta
indubbiamente bene.
Dopo due pari esterni Padova e Torino, vinciamo con un vero colpo
di classe del nordico Gundersen. Finisce il girone e siamo al
sesto posto a soli sette punti dalla Juve capolista che deve scendere
al Bentegodi per la prima di ritorno. Si infortuna Ghizzardi e
in porta c’è Servidati il quale si comporta bene
ma gli avversari sono veramente forti e fanno tre reti, una più
di noi, si pareggia con il Lanerossi e con uno stupendo Del Vecchio
che fa cinque reti battiamo la Sampdoria.
Nel nostro mirino però
abbiamo il Napoli, ancora bruciano i sei goal presi all’andata,
è il momento della vendetta e gliene diamo quattro segnano
Del Vecchio e Larini e due sono di Ghiandi vero artefice della
vittoria.
Niente lascia presagire il crollo,
mancano 11 giornate alla fine, Bagnoli non sta bene e viene ricoverato
, il centrocampo ne risente talmente tanto che subiamo quattro
sconfitte di fila e dopo il pari di Firenze perdiamo con Spal
e Genoa e ci scavalcano in classifica, quindi perdiamo a S. Siro
con il Milan nel frattempo il posto lasciato da l’Osvaldo
è preso dal diciassettenne Cera (nel ’70 vice campione
del mondo in Messico con l’Italia di Valcareggi ) ma non
ha esperienza e la squadra non trova che in poche occasioni la
via del goal.
A distanza di qualche partita
anche i giovanissimi Donati e Gaiga prendono il posto dei titolari
stanchi, sulla panchina di Piccioli siederanno Bonizzoni e Tavellin
ma la “barca” continuerà a fare acqua.
Il sogno è infranto torniamo
in B dopo lo spareggio con il Bari già segnato in partenza
, prima le decisioni discutibili della lega che non concede un
periodo di riposo tra la fine del campionato e le gare e poi il
morale dei nostri atleti veramente a bassissimo livello dopo le
ultime sonore batoste. Si chiude il prestigioso sipario con 10
vittorie sei pari e ben diciannove sconfitte, 44 reti fatte e
sessantadue subite. A discolpa tanti infortuni : Ghizzardi, Larini,
Rosetta e la malattia del talento Bagnoli e da qui la necessità
di inserire dei giovanissimi bravi ma senza esperienza. Ho in
mano una vecchia foto e cerco di riconoscere quei ragazzi di un
tempo nel Verona di A : Ghizzardi, Cuttica, Larini, Maccacaro,
Stefanini, Basiliani, Bagnoli, Del Vecchio, Rosetta, Ghiandi e
Bassetti. |