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CAPITOLO
11
TRISTEMENTE IN “B”
E’
tale la delusione subita che il presidente Mondadori lascia, alla
testa della società ora c’è l’ingegner
Gerardo Girardi e la squadra viene affidata a Vinicio Viani ,
non si ottengono risultati e manca l’entusiasmo quello che
invece “el sior Guido” Tavellin riuscirà a
dare e così si finisce il campionato al sesto posto dopo
aver passato mesi in fondo alla classifica.
Gli
uomini comunque ci sono e anche di buon livello: torna Bagnoli
insieme a Zamperlini, Ramazzo, Begalli, Ghizzardi, Baruffi, Tinazzi,
Feltrami, Corso ( attenzione non è il Mario dell’Inter)
Valentinuzzi, Fassetta, Stefanini, Basiliani,Meggiorini, Paoloni,
Ronconi, Bissoli e Cera spero di non dimenticare qualcuno, ah
! Sì, Gundersen che gioca due partite in questa stagione
e poi viene rispedito in Norvegia.
I
campionati successivi si potrebbero saltare se non fosse per dei
nuovi protagonisti e l’apparizione di un campione del mondo
sulla panca gialloblu, si chiama Olivieri e dura il tempo del
precampionato, poi ancora solo ed unico responsabile Tavellin,
tra i giocatori mai dimenticati Ciceri, portiere fantastico giunto
a Verona su consiglio( insistenza ) di Bagnoli Baruffi e Fassetta
che lo conoscevano bene perché con loro aveva fatto tutta
la trafila nel Milan. Quando negli spogliatoi diceva che non sarebbe
passato nessuno così avveniva a volte invece aveva giornate
storte e passavano goal stupidi, qualcuno insinuava che si vendesse
le partite ma, non era vero, la verità che si trattava
di un ragazzo complesso, spavaldo e…insicuro, coltivava
un affetto sincero non corrisposto e questo lo limitava nella
concentrazione. Auro Basiliani, terzino dal fisico possente ed
un tiro da paura, quando calciava le punizioni avversari e compagni
sfuggivano la traiettoria per non essere colpiti dalla mina che
calciava.
Giorgio
Maioli, nato a Verona e nel Verona calcisticamente, uomo dalla
classe cristallina, esile e non molto grintoso ma utilissimo nel
gioco e nella economia della squadra, più volte è
stato ceduto, ritornando sempre dopo brevi parentesi. Pierluigi
Cera, altro elemento del vivaio scaligero, comincia come mezz’ala
e finisce come libero, nella sua carriera molte soddisfazioni
come lo scudetto con il Cagliari e vicecampione del mondo in Messico.
Nel
’60 ’61 si affida la squadra al vecchio campione nostrano
Bizzotto, c’è una rivoluzione a livello societario
e anche la formazione risentirà di questo : Ciceri Grava
Fassetta Zamperlini Begalli Morin Cosma Zavaglio Pacco e Fontanesi
finiamo al quindicesimo posto e di bello da ricordare solamente
i goal fatti in finale da Zavaglio che ci fa conquistare le ultime
cinque partite in modo da non retrocedere.
Cambia
il presidente, che ora è Umberto Sartori dopo la paura
della stagione precedente acquista degli ottimi giocatori magari
anche cavalli di ritorno ma dalla sincera fede gialloblu e allora
cerchiamo di ricordarne i nomi: vengono riscattati Bertucco e
Maioli e preso Postiglione dal Napoli e Pirovano dalla Pro Vercelli.
A dominare il campionato è il Genoa ed il Verona sfiora
la promozione con i due assi di casa nostra Maioli-Cera, l’allenatore
Biagini però non riesce a perdonare né le decisioni
della lega né tanto meno riesce a capire cosa è
veramente successo nelle partite di spareggio con il Napoli, tanto
che dopo anni e anni in tribuna si accapiglierà con un
dirigente di quella squadra, verrà aperta (e chiusa in
fretta ) una inchiesta federale. I rapporti con quella società
non saranno che di formale attenzione e non più di rapporti
di collaborazione.
Il
‘62’63 è l’anno del duo Facchini –
Tavellin coppia di panchina , tra i nuovi acquisti uno su tutti
, il prestigioso Ciccolo, soffiato con maestria a blasonati club
di A. Un altro ottimo arrivo quello di Eugenio Fantini dalla Fiorentina.
Perdiamo in casa la prima di campionato con la Pro Patria di Busto
Arsizio ma non la successiva a Parma, anzi sarà vera gloria
con un quattro a uno che non lascia scampo, due goal di Pacco,
uno di Pirovano e Ciccolo.
E’ comunque un campionato interlocutorio con un settimo
posto.
Altri
cambiamenti in vista nel campionato successivo con Ciceri Carletti
Cappellino Savoia Peretta Cera Maschietto Joan Calloni Bolchi
Maioli con Zeno e Scaratti con questi ultimi ci sono molti aneddoti
da raccontare: entrambi a fine carriera ma molto, molto volenterosi.
Una domenica non sono convocati e devono andare in tribuna qui
avviene l’imprevisto, Cappellino e Peretta sono indisponibili
e loro, i sostituti prescelti, li cercano per tutto lo stadio,
manca poco alla partita, tanto che l’arbitro Massimino è
già in attesa di entrare in campo, si sentono dei rumori
…si apre una porta dello sgabuzzino e si trovano Scaratti
e Zeno in compagnia di una …bottiglia di Recioto…Facchini
li prende per il bavero a stento si alzano e vengono trascinati
negli spogliatoi …entrano in campo dopo cinque minuti dall’inizio,
sudati e stravolti …irriconoscibili ma dopo un po’
con la loro carica fanno vincere la squadra due a zero con il
Foggia. “Trivela” dirà:
< ghe pago mi da bear se vinsemo sempre >
la società non è di questo avviso e li multerà,
poi alla fine del campionato visto l’impegno profuso il
presidente Albarelli “dimenticherà”.
Il
nuovo campo sportivo, bellissimo in tutta la sua struttura e forse
un po’ pretestuoso per una piccola società, non porta
bene, non riusciamo a vincere in casa è inspiegabile ma
avviene per tutto il girone d’andata.
A novembre arriva dall’Inter una vera gloria, Bruno Bolchi,
la squadra già c’è e facciamo uno splendido
girone di ritorno alla fine per un punto non guadagnamo la serie
A. Salgono le più costanti Varese Cagliari e Foggia.
Tra
le nostre file c’è un veneziano Doc che lascerà
a Verona dei ricordi incancellabili per la sua simpatia :Maschietto;
non segnava spesso ma lo faceva con classe e spericolatezza, tipica
la sua entrata in campo, camminava sulla linea mediana del campo
e quando si trovava sotto le tribune opposte si metteva le mani
nel basso ventre come per aggiustare …la maglietta …era
la sua mossa scaramantica e ai tifosi veniva spesso da dirgli
< dai Adriano, smarònete > Da ricordare altri giocatori
dell’epoca come Sega, nipote del nostro passato campione,
Golin, Montenovo, Calloni, il mitico Joan e, di ritorno dal Foggia
ancora una volta Maioli.
Del
Zotto ottimo centrocampista con noi per una sola stagione, Di
Bari e Cappellino ottimi terzini, si trovavano bene in campo e
fuori.
Ora
apro una parentesi: Qualcuno assicura che i risultati migliori
si ottengono facendo gruppo, io non sono di questo avviso perché
è la rivalità che fa scattare dentro di noi la molla
per ottenere i risultati e non solo negli sport muti, ma anche
in quelli di squadra.
Possiamo
vantare ottimi elementi anche negli anni successivi ricordo con
simpatia Dell’Angelo un vero fine dicitore, grande classe
ed impegno purtroppo con un carattere estremamente polemico e
questa sua caratteristica negativa si riversava su gli arbitri
che spesso lo mandavano sotto la doccia anzitempo, non era neanche
molto amato dai compagni perché ad ogni loro errore gli
veniva spontaneo sottolinearlo.
Tra pochi alti e molti bassi la squadra è nelle mani di
Tognon, ex Milan e Nazionale da giocatore, mediano elegante come
era pure il suo modo di essere, forse troppo, la squadra non lo
segue e allora arrivano insieme Liedholm e Pozzan .
Alla fine ci salviamo con un buon gioco espresso per lo più
da giocatori che rispondono al nome di Da Costa e Maldera , il
primo brasiliano che dopo una splendida carriera con Roma e Juventus
approda a 36 anni all’Hellas è fortissimo e serissimo
peccato per l’età . Dino si fermerà per sempre
nella nostra città, ancora adesso con passo svelto lo si
vede recarsi allo stadio a sostenere i suoi (e nostri ) colori,
e chi lo ferma e gli ricorda il passato parla volentieri con la
sua lingua Brasilian-vulgo-veronese.
E
arriviamo finalmente al ’67- ’68 anno di inizio di
cambiamenti profondi nella società italiana e mondiale.
Arriva il presidentissimo Garonzi e la coppia che allena è
ancora Liedholm – Pozzan anzi più il secondo del
primo, l’ex campione svedese sembra più interessato
alle baldorie, ma ha un nome e… alla domenica indovina comunque
la formazione. E’ l’abnegazione di Pozzan la passione
di Garonzi ed un sodalizio convinto del proprio lavoro che porta
alle soddisfazioni : De Min Ranghino Petrelli Mascetti Savoia
Battistoni Sega Maddè Bui Bonatti Flaborea.
Nonostante una campagna acquisti ottima, condotta con maestria
dal General manager Di Brino, sarà un campionato lungo
e difficile e solo nelle battute finali, dopo una vittoria esterna
sul Bari arriviamo alla pari del Pisa dietro il Palermo. E’
il primo anno di Saverio Garonzi e comincia con un trionfo anche
se offuscato un po’ dalle polemiche parole del presidente
a Liedholm, Saverio si è accorto del suo scarso impegno
anche se sempre coperto dal modesto ma competente, Pozzan . Infatti
non verrà riconfermato nonostante la salvezza al primo
anno e la promozione al secondo. |