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CAPITOLO 12

ANCORA IN A

La squadra che affronta la serie A, viene affidata a G. Carlo Cadè, allenatore bravo, serio, amichevole e molto , molto preparato. E’ un campionato speso all’attacco, si cerca sempre la vittoria e, al di là di qualche ingiustizia a cui bisogna adattarsi arriviamo ad un decimo posto soddisfacente, mostrando un calcio altamente spettacolare, anzi oserei dire il miglior calcio a Verona, qualcuno obbietterà : e l’hellas campione? Sì è vero ma, quello è già un calcio diverso e noi abbiamo vinto quel campionato perché in alto loco si sono…come si può dire… distratti… altrimenti ci avrebbero fermato prima e quando lo fanno è tardi, o forse non pensavano potesse accadere … ma torniamo indietro, abbiamo due attaccanti favolosi, Bui e Traspedini e anche ‘pantofola’ Mazzanti segna spesso, tra gli artefici principali il piccolo e indimenticabile Bonatti.
La formazione : De Min Ranghino Petrelli Mascetti Batistoni Savoia Mazzanti Maddè Traspedini Bonatti Bui.

Alle spalle dei due attaccanti un ex Inter si chiama Bonfanti, gioca poco e segna ancor meno ma serve nello spogliatoio perché dà continui stimoli agli altri per la ‘famosa rivalità’ che sempre deve esistere non solo nello sport ma anche nella vita comune altrimenti la tendenza di tutti è adagiarsi.
Fa la sua comparsa un altro nerazzurro è giovane ma ha grandi doti : Vanello.

Finisce il campionato e Cadè accetta di allenare il Torino, noi prendiamo Lucchi, discreto tecnico con una buona squadra alle spalle ma sarà un campionato mediocre: Pizzaballa ottimo portiere, De Min già conosciuto e futuro romanista, Colombo dalla juve, Ripari terzino tenace, Sirena capitano terzino goleador, Ranghino stopper e terzino dalle ottime capacità, Mascetti non ha bisogno di presentazioni, Batistoni stopper coriaceo, Stenti anch’esso dalla juve come marchio di qualità, il nostro caro Savoia (ancora oggi quando si manda avanti la squadra si nomina) Ferrari mediano dai piedi buoni, D’Amato quando dimentica di essere un driblomane fa giocate di gran classe, Maddè garanzia di serietà e bel gioco (lo conosciamo anche come ottimo tecnico) Bui (grande centravanti) Clerici el Gringo e Toro nazionale cileno, grande mente di centrocampo ottimo su punizioni e rigori purtroppo poco agile, ha dato comunque il suo contributo con professionalità.

A novembre non senza polemiche vengono ceduti Traspedini all’Atalanta, Sega al Pisa e Bonfanti al Catania.
Terminiamo al dodicesimo posto.

Il portiere Pizzaballa arriva a Verona che ha 39 anni ma sembra un ventenne, para l’impossibile ed è anche iellato per gli infortuni che gli capitano, il suo sostituto comunque si comporta benissimo è anch’esso non più giovane, ama la bella vita e forse non è un simbolo di moralità, comunque nessuno può dubitare del suo impegno, si chiama Colombo e proviene dalla juve, i tifosi lo chiamano penna bianca, a causa del candore dei capelli.

Dopo un inizio stentato nel campionato ‘70’71 viene liquidato Lucchi e arriva il mitico Pozzan, fatalità la squadra prende il volo ed arriviamo all’ottavo posto mettendo in mostra le doti innate del giovane Bergamaschi prodotto locale, ed è il campionato della consacrazione del mito: Gringo Clerici, ma è anche l’anno delle delusioni, Moschino e Mujesan il primo ex Torino e nazionale venuto probabilmente a svernare dalle nostre parti e il secondo non trova i guizzi che l’hanno reso famoso, per nostra fortuna rientra dall’Atalanta : pantofola Mazzanti, vero e glorioso trascinatore e sono certo, amato dai tifosi di un po’ di tempo fa.

Ancora mediocre il campionato successivo, come centravanti prendiamo dalla Roma : Enzo, detto il cavallone di Cavallino( in prov. di Venezia ), è grande , grosso e irascibile e diventa famoso soprattutto per le sue performance extra calcio. Quando si parla dell’hellas, sui giornali viene spontaneo parlare di lui infarcendo le righe di banalità degne della peggior specie (GUERIN SPORTIVO e Gazzetta. Docet).
E così non si parla degli altri, quelli per intenderci , dai piedi buoni, Majoli, ritornato ancora una volta in gialloblu, Bergamaschi, Maddè, Sirena, Mascetti e, ma questa è una opinione personale : Mariani, un centravanti molto moderno, rientra anche nelle retrovie per difendere cosa che ancora non era in uso nel calcio italico , segnava poco ma il suo sacrificio giova alla squadra, purtroppo il pubblico non lo apprezza fino in fondo perché dicono : l’attaccante fa i goal il difensore difende e il centrocampista smista la palla e questo senza inversione di ruoli.

Garonzi stanco di soffrire, come ammette lui, rivoluziona la squadra in estate: Torna il mitico Cadè, garanzia di bel gioco, Nanni ottimo terzino, il silenzioso Busatta, che lascerà una traccia indelebile nella nostra storia e nei cuori…femminili.
E poi loro: Luppi e il fantastico Zigoni, il primo giocatore gregario, non per mancanza di qualità ma per la capacità innata del sacrificio e l’altro quando è in giornata fa vincere l’hellas con le sue invenzioni.

Torna Ciccolo e se ne vanno Mariani all’Inter, il modesto Reif, l’inconcludente Enzo e purtroppo Ferrari. Arriva Franzot e si potrebbe dire non più ‘core de Roma’ ma di Verona infatti esce dal campo senza più una stilla di sudore e questo lo fa apprezzare da tutti. Calcio spettacolo e decimo posto, avremmo meritato di più, ma diamo fastidio alle giacchette nere sempre succubi dei potenti, si ricordano infuocate polemiche con Lanese di Messina, Michelotti e Campanati, al termine della carriera finiranno addirittura ai vertici federali e arbitrali, lascio al lettore capirne il perché.

Otteniamo una salvezza difficile nel ’73-’74 con gli infortuni concomitanti di Zigoni e Luppi per fortuna troviamo uno Zaccarelli bravo anche se acerbo e vantando uno strepitoso Bet. In attacco giochiamo con Castronovo e il volenteroso ma sfortunatissimo Fagni.
Pregustiamo la gioia di un altro anno di A ma in estate esce la voce che Garonzi ha corrotto Clerici che gioca per il Napoli è una ‘fola’ ma tutto serve e la lega ci manda in B in compagnia di un altrettanto innocente Foggia, qualche domenica prima in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario della fondazione il presidente aveva consegnato davanti a dodicimila persone un orologio con dedica ad arbitro e assistenti, fino a qui niente di male.

Finisce il campionato, si salva l’Hellas, il Foggia già retrocesso ha sotto la Sampdoria che ha però i cosiddetti santi in paradiso.
In conclusione una telefonata tra amici fa retrocedere il Verona e al Foggia che dovrebbe giovarsi della nostra retrocessione viene contestato il fatto degli orologi, scandalosa anche la loro sentenza e così la Samp. farà non uno ma due salti e resterà in A.

E’ scioccante riprendere dalla B , in estate le amichevoli nonostante acquisti importanti e fatti per un tranquillo campionato di A, portano risultati negativi, in campionato però nel girone d’andata travolgiamo tutti in casa e fuori, poi stranamente è crisi, assurda ed inspiegabile …siamo sempre al secondo posto e Garonzi licenzia Cadè affidando la squadra al giovane Mascalaito.
Abbiamo bisogno di un drammatico spareggio a Terni, campo neutro, contro il Catanzaro ma è serie A quella serie A che per nessuna ragione meritavamo di perdere.
Schieriamo : Giacomi Nanni Sirena Busatta Gasparini Maddè Domenghini Franzot Luppi Mazzanti che segnerà l’importantissimo goal spareggio e Zigoni, tra gli altri Vriz Turrini Cozzi Menichini nella squadra ci sono campioni affermati e giovani di belle speranze.

La stampa si accorge del Verona nel ’75-’76 in panchina abbiamo Valcareggi vice campione del mondo in Messico , in porta Ginulfi proveniente dalla Roma e in difesa un ottimo Cattellani.
Spesso a Veronello sede dell’allenamento ( dell’unica vera squadra gialloblu) si trovano fotografi e stampa nazionale, sui giornali sportivi si mette in risalto la splendida organizzazione e l’ottimo lavoro svolto dal presidente al segretario Fiumi dal medico Costa fino a giungere al massaggiatore Tasson, grande professionista del “muscolo” si gioca bene ma non arriviamo che undicesimi .

L’anno dopo però, con l’esperienza di Valcareggi, la sua competenza e lungimiranza risolviamo diversi problemini ed arriviamo ad un prestigioso settimo posto a pochi punti dalla zona U.E.F.A. E’ l’anno dell’eterna promessa Guidolin e dell’infaticabile Fiaschi arrivato all’hellas già trentenne senza aver mai giocato ne in B ne tanto meno in A , saranno loro a dare quella scossa necessaria ad un campionato leggendario.

Finale di Coppa Italia con il Napoli, a Roma , bellissima cornice di pubblico giochiamo meglio e alla fine del primo tempo siamo sullo 0-0 poi immancabilmente ci pensa l’arbitro a far pendere la bilancia. Ancora una volta dobbiamo chinare il capo davanti alle ingiustizie, consoliamoci non sarà l’unica anzi…mi vien da ridere quando penso alle lamentele dei clivensi ne devono mandar giù ancora di m…. prima di poter dire di essere stati defraudati.

Valcareggi termina il ciclo a Verona per ragioni di età e Garonzi investe della carica di I° tecnico Mascalaito che ha maturato una ottima esperienza con il grande Ferruccio, la squadra però e mutata quasi completamente e navigando all’ultimo posto viene normale un avvicendamento in panchina, si chiama Chiappella deluso ex mister dell’Inter e qui farà ancora peggio, portando la squadra al massacro.

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