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CAPITOLO
13
Non si bada a spese
E’ deluso il presidente,
soprattutto è provato e stanco dopo aver subito l’ignobile
rapimento, la società passa nelle mani di Brizzi, D’Agostino,
Di Lupo Giglio e del mai dimenticato Guidotti, la loro passione
è vera nonostante la nascita perché solo Brizzi
e Giglio sono veronesi D.O.C.
Il presidente è il geometra
del foulard (Brizzi) già stimato presidente calcio club,
coadiuvato negli acquisti da Di Lupo toscano verace rivoluziona
la squadra con nomi noti e l’affida a Veneranda,un tipo
duro e testardo che è uomo di poche parole ma, anche di
idee, visto che richiede, uno su tutti Boninsegna suo compagno
di squadra a Prato e poi non riesce a creare un gioco adatto a
lui.
In ritiro vanno Paese, Gentile
Mascetti, Superchi, Bocchio, Guidotti, Bognin, Fedele, Franzot,
Oddi, Bergamaschi, Negrisolo, Fraccaroli, Trevisanello, Boninsegna,
Roversi, D’Ottavio, Antoniazzi, Vignola, Tricella, Capuzzo,
Piangiarelli, Guglielmi e Giglio.
E’ una formazione giovane
volitiva e con uomini di esperienza un buon mix che purtroppo
non verrà sfruttato al meglio.
Veneranda ai veronesi non piace, non si può camuffare l’incapacità
con l’arroganza, ancora adesso non comprendo come abbia
ottenuto dei buoni risultati con Palermo, Foggia ed Avellino.
A novembre richiede rinforzi ed
arrivano Brilli , modesto e onesto cursore l’ottimo terzino
Mancini e un grande centrocampista Bencina uomo che avrebbe meritato
nella sua carriera molto più onore di quello che ha ottenuto.
Di Lupo avvisa il popolo gialloblu
che il campionato successivo sarà ancora di ricostruzione,
chiama a dirigere l’orchestra ( è grande melomane)
ancora una volta, la quarta, Giancarlo Cadè garanzia di
serietà e gradito al pubblico.
Si infortuna quasi subito il portiere
Paleari e si corre ai ripari con l’acquisto di un ex azzurro
Paolo Conti che arriva a Verona con tanta voglia di riscatto e
l’avrà ma, solo suo personale perché in quanto
alla classifica raggiungiamo la salvezza all’ultima giornata
a Ferrara, anche la Spal è coinvolta e un pari fa la felicità
di tutti.
Il tempo degli esperimenti è
finito, ora si fa sul serio, Cadè saluta e và a
Vicenza, lascia pure il buon Giancarlo Fiumi segretario a tempo
pieno seguito dal suo collaboratore Boni Ernesto e la sede di
via Negrelli è più vuota ma non per questo sarà
smobilitazione …anzi! |