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CAPITOLO
14
Giornata
piovosa, l’estate sembra non voler iniziare, il Bentegodi
più grigio del solito, e pensare che pochi giorni prima
avevamo “festeggiato” una salvezza quasi insperata,
c’è frenesia in sede, Guidotti e Di Lupo si aggirano
nervosamente da un ufficio all’altro, sono arrivati per
primi in sede questa mattina e sembrano in attesa.
Verso
le dieci il cielo si rischiara, un balenio dorato s'infrange sui
quadrati del vetro-cemento, un titubante signore controlla le
scritte forse per meglio individuare dove entrare, chi scrive
lo squadra da capo a piedi, porta una camicia a quadri e un pantalone
di foggia jeans ma non azzurro è di un grigio tenue, ora
lo riconosco…l’avevo visto giocare con la magica maglia
…è Bagnoli …apro la porta di destra e a voce
alta dichiaro: è arrivato, Guidotti con la sua usuale cortesia
lo abbraccia, arrivano i magazzinieri e gli addetti alle giovanili,
tutti proprio tutti vogliono conoscere l’uomo che ha fatto
da poco vivere un sogno a Cesena e seppur con molte perplessità
ha scelto la nuova avventura di Verona, sembra timido, sembra
tranquillo, sembra a suo agio, poi confesserà di non essere
nell’uno nell’altro, che sente il cuore battere in
modo strano, Verona è la sua città quella che ha
scelto per vivere.
Dopo un fugace saluto i tre personaggi si chiudono nell’ufficio
del presidente ancora non sanno…non immaginano quello che
il futuro riserverà loro e quanto potrà durare questo
sodalizio.
La
firma è per un solo anno così vuole il nuovo mister,
dicendo che questo è corretto sia per lui che per la società
in quanto in caso di licenziamento non avrà di che piangere
più di tanto per il suo fallimento, piace quest’uomo,
la sua serietà, i gesti misurati e quel suo parlare misto
tra il milanese e il nostro volgo, viene accompagnato dal “Pista”
Manfrin a visitare gli spogliatoi e il magazzino, la sua felicità
si legge nello sguardo anche se apparentemente non mostra le sue
sensazioni poi, a sorpresa chiede di una porta secondaria…Manfrin
rimane basito, non comprende il motivo di questa richiesta e nonostante
sia uomo di poche parole ne chiede il perché, la risposta
non tarda ad arrivare: “L’è più util
de che se po’ pensà, se le cose l’è
va mal mejo farse vedè minga e se tuto và ben, mejo
anca se tutto po’ cambiar de bot. >.
Sì certo l’uomo è chiaro in quello che afferma,
ciò non toglie che il “Pista” lo riferirà
solo al Presidente e questi con una fragorosa risata lo terrà
per sé fino al suo addio.
Bagnoli dal canto suo, uscirà sempre da solo da quella
porta nascosta, sia nel giorno delle grandi conquiste che in quelle
della delusione, toglierà il lucchetto dalla bici e con
calma pedalerà fino in Valdonega nella casa dove è
atteso.
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