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CAPITOLO
15
INIZIA
IL CAMPIONATO
Il
precampionato ha alterne fortune ma, la coppa Italia ci fa vivere
belle esperienze, i tifosi dopo tante delusioni finalmente intravedono
sprazzi di bel gioco, il risveglio dai sogni è brusco alla
prima giornata perdiamo a Latina con la Cavese, forse inconsciamente
sottovalutiamo gli avversari neopromossi.
La settimana dopo con un rigore del neo acquisto Gibellini superiamo
il Pisa e con il pari a Perugia anche gli scettici si riavvicinano
alla squadra. La formazione base Garella Lely Cavasin Di Gennaro
Oddi Tricella Manuali Guidolin Gibellini Odorizzi Fattori. E’
una buona squadra con giocatori esperti e giovani promettenti
dal sicuro avvenire. Il ragionier Fiumi lascia la sua scrivania
e al suo posto si siede Il ragionier Bertolini.
Con
quest'avvicendamento è un altro pezzo del Verona di Garonzi
che se ne va.
La
maglia è di un “azzurro navy” con due righe
gialle sulle maniche e per la trasferta si adopera quella gialla
con le righe del colore sopra descritto. A suon di gol Gibellini
e Penzo trascinano l’Hellas tra le prime e ad una giornata
dal termine del campionato Samp e Hellas sono in serie A.
E’ il tripudio, piazza Bra accoglie i tifosi nella sua fontana.
Bagnoli festeggia la sua seconda promozione consecutiva, e con
il suo solito “aplomb” dichiara: nel calcio non c’è
niente da inventare, non ci sono maghi, solo buoni o cattivi professionisti,
il portiere para e l’attaccante fa goal se ci riescono bene,
altrimenti… > la stampa è costretta ad intervistarlo
ma, quanta fatica, non è un divo Bagnoli, e non lo vuole
essere e così nonostante il trionfo continuerà a
lasciare lo stadio dalla porta secondaria.
Originale?
No! Solo serio. Lo ricordo da giovane quando venne a Verona, proveniente
dal Milan silenzioso, ponderato, qualcuno diceva: le za vecio>
Lui è così e non cambierà mai. Negli spogliatoi
però, sa caricare la sua squadra, responsabilizza tutti
con lo spiegare che il risultato deve venire perché il
lavoro è stato intenso, perché se vengono fatti
dei sacrifici è giusto e normale raccoglierne i frutti.
E una cosa che fa ricordare oltre l’impegno è che
bisogna lasciare fuori dal campo ogni problema, di qualsiasi origine
sia. D’altra parte pure lui ne ha molti.
Osvaldo
vorrebbe che rimanessero tutti i protagonisti della cavalcata
vincente, ma la società ha già messo gli occhi su
qualche elemento che può dare ulteriore qualità
e dai campionati del mondo acquista due elementi di sicuro affidamento,
il primo è Zmuda, capitano della Polonia e ottimo difensore,
il secondo è un fantasista brasiliano Dirceu 10 (come a
lui piaceva firmare autografi) però la sfortuna ci mette
lo zampino e Zmuda all’inizio della preparazione s'infortuna
in modo grave e viene operato, sembra riuscito l’intervento
da parte del medico dell’Hellas dr. Costa ed invece al professore
(laureato in scienze motorie) si apriranno le porte dell’inferno,
sarà un lungo attento ed estenuante ricupero, con due campionati
di stop quasi completi. L’inserimento di Dirceu 10 porta
all’inevitabile vendita di Guidolin, questo con grande dispiacere
di Bagnoli che, tra le altre cose deve sacrificare anche Gibellini
per costruire un modulo tattico adatto alla fantasia del brasiliano.
Arrivano in giallo-blu nuovi elementi (che lasceranno una traccia
indelebile nella nostra storia calcistica) Fanna, Sacchetti, Guidetti,
Marangon I e Volpati. Con la defezione di Zmuda la società
è costretta a correre ai ripari e...che ripari porta a
Verona un ottimo stopper, Spinosi ex di Juve e Roma.
Il
campionato si presenta subito difficile, perdiamo in casa con
l’Inter (meglio non ricordarla quella partita, altrimenti
si finisce col rovinare i rapporti con gli amici interisti) poi
Roma, sconfitti da un rigore a tempo scaduto e per aggiunta giudicato
dalla “domenica sportiva” inesistente, il che è
tutto dire. Ma la nostra non è squadra che si abbatte,
d'ingiustizie ne ha subito e ne subirà tante altre (se
qualcuno non è d’accordo mi scriva, ho un archivio
di ben 313 (TRECENTOTREDICI) errori arbitrali considerando solo
i più eclatanti e documentati dal 1960 al campionato attuale).
Arriva la juve e già qualcuno pensa alla terza sconfitta
consecutiva…non è così, si vince e comincia
un filotto di ben 17 partite utili. Alla fine un meritatissimo
quarto posto e ammissione alla coppa UEFA un sogno, bel gioco
e risultati al di là di ogni aspettativa.
Ma, non è finita arriviamo in finale di coppa Italia dopo
aver battuto : Lecce Spal Modena Cesena e Torino due pareggi con
il Milan 2-2 a Verona e 3-3 a S. Siro, purtroppo in finale c’è
la Juve non vado oltre, non serve.
Dobbiamo
preparare la nuova stagione e vengono ceduti Dirceu al Napoli,
Oddi alla Roma, Penzo alla Juve e Spinosi al Milan, gente forte
che merita il salto di qualità e da noi arrivano Galderisi
e Storgato promettenti giocatori della Juve, Jorio dalla Roma
e via via Fontolan e Bruni, per la sostituzione di Penzo si pensa
a Joe Jordan, gran centravanti in Gran Bretagna ma modesto interprete
nel Milan.
Su
Joe voglio aprire però una parentesi, è un uomo,
uno di quelli veri, nonostante vari infortuni ha sempre cercato
di fare il proprio dovere, magari solo come consigliere, amico
e padre dei piccoli Jorio e Galderisi, significativa l’immagine
del dopo goal di Galderisi a Belgrado in coppa UEFA. Jordan seduto
in panchina scatta felice ad abbracciare il compagno…lui
scozzese ha capito lo spirito che anima l’Hellas e i tifosi
gli vogliono bene per quello che è non per quello che ha
fatto.
Ma,
andiamo con ordine. Il campionato ’83-’84 parte col
botto, battiamo la Lazio dei Wilson e Chinaglia con un quattro
a due implacabile, la partita dopo siamo noi a subire lo stesso
risultato con il Milan, segnano Fanna e Galderisi, la lezione
serve e la domenica successiva battiamo il Pisa con doppietta
di uno scatenato Jorio.
Nel
frattempo per la prima di coppa contro la Stella Rossa che non
è quella di questi ultimi anni e annovera campioni su campioni,
vinciamo disputando una splendida partita solo con un rigore di
Fanna, qualcuno già gufa per il ritorno (vero gazzetta?)
ed è qui invece la vera consacrazione Europea, passano
gli avversari con Djurovski B. e segna un goal favoloso Sacchetti
poi ancora loro con il fratello del precedente realizzatore, sembra
finita, Ameri dalla telecronaca della partita comincia a dare
notizie di servizio: cari ascoltatori dopo questo incontro seguirà
la trasmissione…non fa in tempo a finire la frase che segna
il Nanu, già cosi basta per ammutolire i centomila del
Maracanà di Belgrado e Nanu si ripete è una vittoria
di prestigio e noi abbiamo il merito di eliminare una delle favorite
per la finale.
Torniamo
in Italia e pareggiamo la quarta ad Udine con la squadra di Zico,
ma sarà un campionato in altalena con belle vittorie e
inopinate sconfitte.
Ai
sedicesimi di coppa troviamo lo Sturm di Graz, squadra austriaca
che sembra lasciarci dormire sonni tranquilli invece in casa sarà
due a due (reti di Fanna poi loro in vantaggio con Szokolai e
Jurtin e per fortuna arriva ancora una volta il magico Galderisi).
Al ritorno troviamo un clima assurdo sugli spalti, con toni intimidatori
da parte della polizia e un tifo inusuale e provocatorio per la
civile Austria. Sarà zero a zero, usciamo imbattuti dalla
coppa ma…usciamo.
In
campionato tantissimi goal segnati e pochi subiti e alla fine
però, un beffardo quinto posto. La coppa Italia ci vede
ancora protagonisti, arriviamo in finale con la Roma, e qui l’assurdo
comportamento di Jorio su cui fondiamo le nostre speranze, e una
malaugurata autorete di Ferroni ci impediscono di conquistare
l’ambita coppa, (a quei tempi ambita) la Roma non può
perdere davanti al suo pubblico…e così ancora una
volta ci dobbiamo accontentare del secondo posto.
L’amarezza deriva dal fatto che ci si può consolare
come si vuole, si può discutere di tutto e su tutto ma,
rimane il fatto che il secondo è solo il primo degli sconfitti.
La
nostra squadra però guarda avanti, mostra modestia, cancella
proteste, non giudica nessuno e prosegue nel suo cammino. La società
lavora e un altro personaggio da sponsor (Canon) diventa socio
e poi presidente è Ferdinando Chiampan figlio ell’indimenticato
Giovanni, già presidente Hellas.
Fernando crede fermamente nella programmazione sottopostagli ed
entra con il 51% del capitale in società. Al campo di allenamento
si cominciano a vedere omini con gli occhi a mandorla, sono corrispondenti
e giornalisti dal Giappone entusiasti che un famoso loro marchio
entri nel calcio europeo e ci entrerà, certo che ci entrerà
e alla grande ma, andiamo con ordine. Per il tifoso il vero presidente
è Guidotti, uomo dalla possente stazza e dal cuore tenero,
affettuoso con tutti e di un'educazione estrema, ex atleta e perciò
consapevole dei sacrifici degli atleti (non solo gloria e denaro
dunque, come in molti credono).
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