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CAPITOLO
16
E’
ANCORA EUROPA
La
nostra partecipazione alla coppa solleva il morale, il Guerin
illustra ampiamente le squadre partecipanti e così anche
noi tifosi abbiamo l’opportunità di conoscere i futuri
avversari: Pogon di Stettino squadra polacca con cui pareggiamo
la prima in casa (goal di Preben e Legnjak) e vinciamo fuori (due
goal di Preben un rigore di Di Gennaro “olè”
e Hawrvlewicz in finale).
Al sorteggio peschiamo una squadra con i fiocchi, gli olandesi
dell’Utrecht, dopo una vera battaglia recuperiamo il goal
di Van Gingkel con il nostro nuovo tedesco Berthold, al Bentegodi
dopo un’altra splendida prestazione facciamo due a uno con
Di Gennaro “olè”, un’autorete e De Knock.
Ora
affronteremo i rumeni dello Sportul di Bucarest si vince bene
per tre a uno e la successione delle reti è Fontolan Pacione
Coras e il magico Elkjaer, il ritorno è sotto la neve dopo
una trasferta allucinante e una altrettanto allucinante notte
al freddo in uno dei più attrezzati alberghi della capitale
ma, veniamo ripagati dalla splendida e beffarda rete di Preben.
In campionato le cose non vanno come in Europa, se n'era andato
anche Tricella alla Juve e per quanto bravo il suo sostituto (Soldà)
non è il mitico Jerry. Volpecina ha preso il posto di Ferroni,
De Agostini dopo un grande campionato è migrato anch’esso
alla Juve e il suo alter ego un confusionario Jachini a Verona.
Comunque siamo in corsa per una nuova UEFA Il prossimo avversario
da affrontare è una grande, il Werder di Brema, i tedeschi
hanno molte doti e tra queste sono comprese le provocazioni del
suo allenatore, Elkjaer ne fa le spese viene squalificato dopo
aver perso la partita d’andata uno a zero con rete del fuoriclasse
Neubarth. Dobbiamo fare a meno di Preben a Brema e risulterà
una mancanza fondamentale, l’Hellas disputa un ottima partita
recupera con Volpicina il goal di Sauber ma, l’arbitro nega
un rigore e poi con altre cervellotiche decisioni ci nega la vittoria.
Bagnoli è scatenato e si assiste ad una zuffa tra i giocatori.
Purtroppo come dopo la partita di coppa campioni con la Juventus,
l’Hellas ha un crollo e in campionato non riusciamo più
a restare in alto, così finiamo per salvarci a poche giornate
dal termine.
La speranza che ci accompagna sempre e la fiducia riposta in Bagnoli
e nella società ci fa vivere una buona estate in cui arrivano
a Verona degli ottimi elementi: gli argentini Troglio mezz’ala
e Caniggia attaccante entrambi nazionali e poi Cervone ottimo
portiere ma, estremamente umorale e il veronese Bortolazzi centrocampista
dai piedi buoni. Siamo tutti convinti che sarà il campionato
del riscatto anche suffragati nel nostro pensiero dall’ottima
partenza in precampionato. Caniggia è veramente un fuoriclasse
è il destino che è tiranno e a Bologna subirà
un gravissimo incidente, resterà lontano parecchi mesi
e oltre ai guai sportivi ci aggiungerà anche quelli con
la giustizia.
Non vinciamo mai fuori casa e alla fine sarà undicesimo
posto.
La società è in crisi da tempo, e i nodi vengono
al pettine, Chiampan aveva fatto di tutto per trattenere i migliori
che comunque avevano stipendi non più adatti alla provincia
e così in due giorni si vendono tutti i giocatori ricostruendo
una nuova rosa. Bagnoli rimane al suo posto nonostante le chimere
dei grossi club e faticherà moltissimo ad amalgamare la
squadra. Ci riuscirà ma sarà troppo tardi avremo
comunque la soddisfazione di far perdere ancora uno scudetto al
Milan. Ricordo come fosse oggi, gli occhi di un allucinato Sacchi.
Le esternazioni fuori luogo di Berlusconi e l’amarezza di
Baresi, comunque quel giorno sembravamo noi i campioni, il resto
è solo inutile polemica.
Si
chiude così il mio racconto, come così si chiude
la famosa porta di servizio alle spalle di Bagnoli cancellando
forse, anzi sicuramente i più gloriosi anni dell’Hellas.
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