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CAPITOLO
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INIZIO
DEI CAMPIONATI
Aumentando
l’interesse, anche il Preside prof. Antonio Belloni si mise
alla caccia di una qualche personalità per il ruolo di
presidente, la cosa non poteva più essere gestita dalla
scuola e la preferenza cadde sul conte Aldo Fratta Pasini che
non solo svolgeva la carica di Presidente (pagatore) ma anche
d’organizzatore, giocatore e fotografo ufficiale, Il suo
ruolo in campo era portiere e vestiva la maglia numero uno con
impegno ma con poca fortuna, nessuno comunque si preoccupò
di chiamarne altri.
(Una nuova maglia entra nella storia, simile nella forma alla
divisa del Genoa ma con i nostri colori, quelli del sole e del
cielo, e’ magnifica!)
Come collaboratori del presidente furono invitati da lui stesso
il nobile Camuzzoni e il segretario Bonini , segretario a tempo
pieno visto che lo era anche delle attività del presidente.
La struttura societaria c’era, il nome e le maglie anche,
mancava “solamente” una squadra competitiva.
Il 23 ottobre del 1904 presso la Piazza d’armi si tenne
un provino per chi voleva giocare con l’Hellas in un primo
campionato a livello regionale. In quei giorni l’Arena,
il giornale della città parlò della cosa anche perché
stimolata dal presidente con un piccolo obolo, e, la promessa
di far giungere in redazione le notizie sulle partite disputate.
L’idea piacque e il Fratta Pasini ricoprì pure le
vesti di cronista.
Del Regio liceo Maffei in quella squadra rimasero solo sei ragazzi
a tenerne alto il nome, comunque il supporto di allievi e insegnanti
non mancò mai.
Il cronista del Nuovo Adige, Giuseppe Pollarini scriveva: dall’aspetto
calmo, elegante e fervido d’iniziativa il giovane Conte,
presidente, fotografo, organizzatore e proprietario dell’Hellas,
con tanto entusiasmo porta avanti la società e la squadra.
Leggendo il giornale in molti si avvicinarono alla società,
da subito curiosi e poi appassionati tanto da seguire la squadra
in trasferta con lunghe ed estenuanti corsero in bicicletta.
Lo stipendio degli atleti si aggirava su…un panino e un
bicchier di vino …di quello buono però.
Masprone, già nominato fu giocatore e presidente Hellas,
Fratta Pasini gli lasciò il posto ma non si allontanò
dalla società, un uomo come lui era molto necessario per
lanciare un movimento sportivo di quel genere.
Nel 1910 l’hellas partecipa ad un campionato dell’alta
Italia e schiera : Forlivesi,Bianchi,Masprone, Liniger, Guarda,
Orlandi,Cavallaio, Bascheni, Benini, Ferrari, Vigevano, Signoroni,
Ruberti, Barbasetti e Rossi. Il mattatore di questa squadra era
Bascheni, segnava reti a raffica e addirittura ne fece uno al
Venezia da metà campo, indispettendo non poco i giornalisti
milanesi presenti al campo perché l’Hellas in quel
frangente misero in riga tutti compreso il Milan candidato alla
vittoria finale come gran favorito. Sulle ali di questa prima
affermazione, il “fubal”come veniva chiamato dai veronesi
ebbe un incremento grandioso, sorgevano squadre e squadrine ovunque,
piccole formazioni in ogni parrocchia o nei spontanei ritrovi
dei ragazzi di tutta la provincia. Nel 1911 nacque il Verona Foot
Ball Club del presidente Ferruccio Sacchetto, e ancora Ellade,
Voluntas, Bovolone e Avvenire le formazioni più seguite
e amate sui campi minori.
Con il nuovo presidente Valerio Valeri si raggiunsero buoni risultati,
in città la domenica, le famiglie si dividevano, le signore
(naturalmente quelle che se lo potevano permettere) andavano al
teatro Ristori dove la compagnia della commedia italiana Benini
Ferruccio e Italia, fratello e sorella portavano in scena : El
moroso dela nona.
Al cinema Bios invece ci si divertiva con “ Gigiona la nevrastenica
“ con la famosa Adelaide Parri.
E gli uomini ? Al campo a tifare Hellas.Il tutto non senza discussioni,
quelle naturalmente che avverranno tra le mogli e i mariti in
ogni epoca.
E’ l’anno in cui possiamo vantare uno stadio vero
con le tribune, dopo un lascito del benefattore Marc’Antonio
Bentegodi, qualcuno ha pensato di dotare la struttura anche di
un piccolo spaccio, vino e panini e d’inverno il nettare
degli dei si serviva caldo, le squadre giocavano sempre, non c’erano
rinvii o sospensioni per la pioggia ma solo per un’intensa
ed improvvisa nevicata. Gli atleti entravano negli stanzini per
cambiarsi, sottostando ad un getto d’acqua gelido per togliere
la maggior parte del fango e… il bagno caldo, ristoratore
? A casa…naturalmente! Prima però il rituale della
bevuta e non si trattava più di the ma di un buon Clinto
del Valpolicella direttamente dalle cantine del presidente Valeri.
Lingier fu il primo straniero dell’Hellas, svizzero, capace
calciatore, studente di lingue, simpatico e gentile e cosa non
trascurabile, la società non aveva speso niente per averlo,
buona cosa visti i tempi. L’abbonamento per tutto il campionato
costava 17 lire, un sacrificio sopportabile per “quasi tutte
le famiglie”.
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