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CAPITOLO
6
L’onta
della serie C
Una nuova guerra sta tracciando i confini della nazione, e il
calcio almeno per il momento non si ferma, L’Hellas è
comunque rimaneggiata, deve rinunciare a giocatori d’esperienza
che dovranno vestire altri colori, dal gialloblu al grigioverde.
Le notizie dal fronte non sono buone, avanziamo sulla Francia
ma, con perdite umane inverosimili, la gente riempie lo stadio
anche se il pensiero è altrove, la formazione : Rabelli,
Folletto, Pincelli, Sabaini, Meneghello, Saladini, Conti, Grolli,
Zanetti, Facci e Facchin. Sarà un campionato disastroso,
tra trasferte impossibili e pericoli sulle strade, ma non solo,
ci si mettono pure gli arbitri, giovanissimi e ovviamente senza
esperienza che in aggiunta sono pure arroganti. Un certo Bonfiglio
di Benevento dopo una uscita di Rabelli su Porfirio del Taranto
fischia il rigore, il capitano Conti prende in mano la palla e
lo invita a chiedere al guardialinee un suo parere visto che è
ancora fermo con la bandierina alzata, questi non solo spinge
il veronese ma lo manda anche negli spogliatoi. Perdiamo 1 a 0
su calcio di rigore inesistente visto che il fallo l’aveva
fatto il giocatore avversario, poi non contento nel referto aggraverà
la posizione del capitano Conti scrivendo di essere stato aggredito,e,
ne otterrà la condanna a sei giornate. Il Verona presenta
un suo reclamo corredandolo della dichiarazione spontanea e firmata
del giocatore tarantino, che nega di aver subito fallo e di conseguenza
ogni cosa seguita al fatto, ma la logica non fa parte e non lo
farà mai delle doti della federazione, così Conti
sconterà la squalifica e non giocando perderà la
forma , la squadra ne pagherà le conseguenze. Alla fine
del campionato retrocederemo , ma, tutta Verona ha altri dolori
per pensare a questo, le sirene di chiamata ai rifugi cominciano
a squarciare la notte dei veronesi, i bombardamenti si fanno sempre
più frequenti. La stazione quasi completamente distrutta,
i monumenti più importanti vengono difesi con sacchi di
sabbia e l’Arena addirittura con una copertura mimetica,
ai nostri concittadini rimane solo la preghiera, la speranza che
tutto finisca in fretta, purtroppo non sarà così
e la lotta per la sopravivenza , per il cibo quotidiano si farà
dura, solo l’istituto Don Bosco organizzerà un torneo
tra i propri allievi e da qui qualcuno di questi al termine della
guerra vestirà la gloriosa maglia dell’Hellas. Anche
se questa è già un’altra storia.
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