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CAPITOLO 8

Romolo Bizzotto

Nasce la stagione teatrale con Renato Simoni e i veronesi vengono chiamati alle urne per votare il nuovo Governo il primo del dopo guerra, al teatro romano è di scena Giulietta e Romeo di Shakespeare c’è un pubblico eterogeneo ed entusiasta. Al cinema le sorelle Grammatica spopolano con “La rassegnazione ” di Ginevrini . Anche l’Hellas presenta i suoi attori e lo fa in pompa magna presso l’Hotel Tre Corone sono invitati cronisti e fotografi e il Presidente Chiampan accompagnato dal figlio Fernando consegna ai giocatori la prima tuta d’allenamento blu scuro, felpata e con la scritta gialla Verona in grande ed Hellas in carattere contenuto, ora è vero professionismo, giocatori e tecnici salutano le famiglie e salgono sul pulmann che li porterà ad Asiago per il primo ritiro precampionato della storia. Sarà ancora un buon campionato, si metteranno in luce i giovanissimi Battistella e Girelli ed avremo la conferma delle qualità di Piccioli, Meneghello, Fanin e Bizzotto un vero campione che purtroppo approderà l’anno dopo alla Juventus, è il profumo dei soldi ai quali anche l’onesto Chiampan si deve adeguare per sostenere la società.
Bizzotto al termine della carriera entrerà nello staff tecnico svolgendo un ottimo lavoro, dalle sue mani nasceranno svariati campioni tutti targati Juve… ahimè !

Manca poco alla fine del campionato e una notizia sconvolge il mondo del calcio : l’aereo che porta in Italia il Grande Torino dopo la vittoriosa partita di Lisbona precipita sulla collina di Superga a poche migliaia di metri dall’aeroporto, muoiono tutti . I campioni Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Bacigaluppo, Ballarin, Grava, Menti,Grezar,Operto,Bongiorni, Castigliano, Maroso, Ladini, Martelli e Schubert senza dimenticare il seguito e cioè i tecnici Civelleri Anisetta, Egrierbs, Lievesley, Cortina e i giornalisti Casalbore, Cavallero e Tosatti ( per la cronaca padre del prolisso e noiosissimo opinionista di novantesimo minuto ) E’ il 14 Maggio del 1949 ore 17,05.

Angelo Piccioli è costretto a lasciare l’attività a fine anno , ancora attivo ed in grande forma , un ginocchio ballerino ne condizionerà non solo la carriera di calciatore ma la vita stessa, non si vogliono perdere comunque le sue doti e così gli si proporrà di prendere il posto di Bruno Biagini chiamato al Bari subito dopo essere diventato padre di Ornella, una splendida bambina bionda, ha appena acquistato casa al di là del Canale Camuzzoni , la signora Berta, la moglie, dopo mille ripensamenti decide di non seguirlo, così Bruno farà la spola da Bari a Verona in continuazione, questo ne influenzerà l’impegno e lui farà di tutto per tornare nella sua amata Verona.

Viene ceduto anche il fortissimo Lodi, sembra che tutto precipiti e invece troviamo un degno sostituto in Ugo Pozzan, grande giocatore, modesta ed educata figura che lascerà una traccia anche come allenatore. E’ proveniente dal S. Martino Buon Albergo e tutti giurano sulle sue qualità.
Piccioli schiera Tessari Lucchi Bosio Frasi Bosi Tessaro Conti Tavellin Sega Pozzan e Bertolini il medico è Bonfaini il massaggiatore “Trivela” Forante e l’accompagnatore ufficiale è già una figura carismatica anche se giovane: il rag. Nuvolari.
Dopo una breve parentesi con l’allenatore Zekeky viene richiamato in prima squadra Piccioli che nel frattempo si è occupato delle riserve, meglio così perché la formazione viene rilanciata con l’inserimento di alcuni giovani.
Il gruppo è composto da soli veronesi e il pubblico ne segue le gesta con affetto anche in trasferta portandosi tra l’altro vino e panini al termine dell’incontro i nostri “eroi in mutande” si fermano a parlare della partita senza esimersi dal pasteggiare con loro . Sì, era un altro mondo, tutto finiva dopo i novanta minuti e i giornali non parlavano di “tragedia” per una sconfitta o trionfo dopo una vittoria magari su autorete, come si fa ora che si esaltano anche personaggi dal comportamento arrogante, irritante, irriguardoso verso avversari e pubblico e soprattutto che conducono una vita dissoluta senza vergognarsene e fregandosene bellamente dei tifosi (dico male … Vie..?) tutti contenevano il loro entusiasmo o disappunto a seconda dei casi, con maniera ed educazione, le bandiere immancabilmente fatte in casa, erano una diversa dall’altra come del resto i colori: il blu a volte era azzurro o addirittura celeste e il giallo passava dalla tinta del sole ad un beige stinto, ma non significava nulla, l’importante era poterle sventolare.

Arriviamo al nono posto e in serie A dopo quarantaquattro anni il Milan ridiventa campione con tre grandi talenti : l’elegante Green il possente Nordhal e il campionissimo Liedhom che dopo diciotto anni diventerà tecnico in un vincente campionato dell’Hellas.

Vinciamo per due anni consecutivi la coppa disciplina vanto del comm. Chiampan che alla squadra chiede soprattutto educazione e stile. Non ci sono ancora le sostituzioni e con l’Arezzo si infortuna Bosio , con il permesso dell’arbitro scambia la maglia con il portiere Tessari, gli ospitanti martellano i gialloblu con tiri non eccessivamente pericolosi finchè, a dieci minuti dalla fine Conti traversa orizzontalmente il campo con uno dei suoi lanci e Tessari scopertosi bomber segna il goal della vittoria in terra aretina.
Al rientro negli spogliatoi i nostri vengono aggrediti dal massaggiatore Divino dell’Arezzo l’arbitro vede e dice che farà rapporto, poi il dirigente accompagnatore granata entrerà nel suo spogliatoio e tutto finirà nell’oblio.
Mastichiamo amaro,ma…chi se ne frega …abbiamo vinto e un livido in più o uno in meno non conta.

Il treno per Firenze è in ritardo e c’è pericolo di perdere la coincidenza per il tratto Bologna – Ostiglia – Verona, in soccorso dei nostri ragazzi con vino e panini arrivano un gruppo di alpini in congedo che provengono da Pisa dopo una loro festosa adunata. Tanti veronesi della città e della provincia più qualche vicentino hanno modo di brindare al successo gialloblu.
Si ricomincia a lavorare già dal pomeriggio del lunedì, Piccioli è molto esigente e non vuole che la squadra perda di tensione sente che è un buon momento, purtroppo il contemporaneo infortunio di un paio di elementi importanti condiziona il campionato.
E’ una fucina di campioni questo Verona, su insistenza di Piccioli la società acquista dal Sanguinetto il giovane Pivatelli. Gino è magrissimo, non ha una muscolatura adeguata, ma possiede un innato senso della posizione e un tiro potente, l’allenatore lavorerà parecchio per creargli un fisico adeguato e sarà una scommessa vinta perché in coppia con Pozzan daranno vita ad un sodalizio formidabile e prezioso.

Nel ’52 ’53 si rivoluziona ancora la squadra, cambia il medico e la società si dà un assetto professionistico con segretaria a stipendio, e due magazzinieri. I giocatori sono : Bendin Battistella Bosio Begalli Marini Milani Mateucci Pivatelli Poli Pozzan Vicovaro. E’ anche l’anno dell’esordio di Concetto Lo Bello come arbitro, un vero signore dell’alta borghesia siciliana, ha modi autoritari e applica il regolamento con attenzione, difficile sostenerlo quando si perde però è pure prodigo di spiegazioni e riesce a calmare anche i giocatori più esagitati.
Al cinema il romanticismo prevale e i film di Monicelli e De Sica vanno per la maggiore. Vengono alla ribalta attrici che resteranno sulla scena per lungo tempo come Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Anna Magnani, Silvana Mangano e la bravissima Pampanini.

Cardani Gariboldi De Toni Sessa Marini Scaramuzzi Zian Luosi Zecca Cecconi e il mitico Lonardi questa la formazione del ’53 ’54 l’allenatore è Ferrero si parte a razzo con sei vittorie consecutive, goal a raffica del duo Zecca-Lonardi centravanti potente il primo , tecnico e continuo il secondo, si completano appieno e per un periodo sono amici anche nella vita, poi arriva Adriana la barista del S. Luca ( che in futuro sposerà Mino Occhipinti, attore teatrale) e i due se ne innamorano divenendo rivali.La società capisce che non possono coesistere, non si passavano più la palla,e decide così di privarsi di uno dei due, cede quello che ritiene meno dotato, Zecca, che farà ottimi stagioni con i giallo rossi di Roma.

Dopo l’anonimo campionato successivo con solo dieci vittorie ben sedici sconfitte e 8 pareggi si cambia allenatore, questi arriva dalla Lazio è un bell’uomo alto e asciutto, ma non riesce a calarsi nella realtà di provincia e verrà sostituito. Il sopra citato “mister” è il padre della famosa Marisa Allasio attrice bellissima e pare di talento. Un passato da calciatore di primo piano e una carriera di tecnico forse con una notorietà un po’ usurpata.

Piccioli riprende in mano per l’ennesima volta la squadra e la conduce ad una onorevole salvezza. Relega l’ex nazionale Moro in tribuna ed inserisce il giovane portiere Ghizzardi che lui conosce bene, i ragazzi offrono uno spumeggiante girone di ritorno, di certo però bisogna fare qualcosa e questo qualcosa si chiama Giorgio Mondadori ristruttura la società e dà mano libera al tecnico , già nelle amichevoli estive si vede qualcosa di buono, la formazione è giovane con qualche personaggio esperto e qualcuno che sembra vecchio e non lo è a causa di una calvizie incipiente : Bassetti.
La formazione prediletta è: Ghizzardi Donzelli Begalli Frasi Cardano Stefanini I Galassini Ghiandi Maccacaro Bertucco Bassetti è un campionato trionfale e arriviamo al primo posto con 17 vittorie 10 pareggi e 7 sconfitte “certamente” causate da arbitri inesperti. Quarantasei reti segnate e ventinove subite , naturalmente tutte in fuori gioco…Eh..Eh..

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