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4 NOSTALGIA
Cominciai il campionato con il piede sbagliato , ritenevo di essere
assolutamente titolare , e in allenamento non mi impegnavo troppo
, pensavo a casa , agli amici e, non sopportavo la disciplina,
i lunghi ritiri prima delle partite ,in aggiunta faticavo ad entrare
nella simpatia dei compagni di scuola , ritenevano che i professori
avessero un certo riguardo nei miei confronti , frequentavo le
lezioni dal lunedì al giovedì e i pomeriggi sempre
impegnato negli allenamenti , la sera non uscivo , dovevo studiare
e faticavo a tenere gli occhi aperti , mi portavo i libri anche
in ritiro e spesso mi venivano sottratti da questo o quel compagno
, in vena di scherzi . Un sabato sera , il presidente ci raggiunse
, eravamo alloggiati in un alberghetto sul mare a Rimini , il
giorno dopo giocavamo a La fiorita contro il Cesena , mi prese
sottobraccio , senza simpatia , mi fece capire che la società
aveva speso molto per il mio prestito dal Verona e che dovevo
dimostrare quanto valevo , altrimenti avrebbe stracciato il contratto
e mi avrebbe rispedito al mittente , pensai si trattasse di una
buona opportunità per tornare a casa , l’orgoglio
però si rivelò più forte della nostalgia
ed entrai in campo deciso e finalmente convinto delle mie potenzialità
.
Il Cesena giocò meglio e vinse , il lunedì corsi
all’edicola per leggere le pagelle sulla partita , triste
abitudine dei quotidiani, e con piacere notai che tutti i tre
giornali sportivi mi davano la sufficienza ampia , anzi Tuttosport
aveva osato gratificarmi con un otto , e pensare che avevamo perso
tre a zero , il mio allenatore Sig. Landoni mi disse che poteva
ritenersi una buona partenza e il suo giudizio contava molto di
più di quelli di tutti i giornalisti d’Italia . Le
cose cominciarono a funzionare anche a scuola , i compagni mi
accolsero con un applauso a cui io risposi con un rossore indescrivibile
delle guance , per fortuna le lezioni cominciarono subito e così
rimandammo tutte le domande alla ricreazione delle undici , fortunatamente
già più rilassato , su tutto il corridoio dell’istituto
constatai i sorrisi di persone che, non mi avevano mai rivolto
la parola . Eravamo
una bella squadra , non eccezionale come l’Arezzo , infatti
fu la formazione del girone B della lega di C che salì
di categoria a fine campionato , noi ci posizionammo al quarto
posto e devo dire che ci togliemmo molte soddisfazioni .
Finalmente le vacanze , avevo comunque la maturità da sostenere
, non la temevo , l’avevo raggiunta da calciatore e l’avrei
conquistata da studente .
Mi presentai regolarmente all’Istituto Idelmo Confortini
alle 08.00 del tre luglio , i corridoi brulicavano di ragazzi
nervosi in spasmodica attesa , entrammo in classe per lo scritto
di Italiano , ricordo ancora il titolo “ D’Annunzio
, uomo , guerriero e amante nell’ Italia della fine ‘8oo
e l’inizio del ‘900 . “ Non era un soggetto
che amavo ma ottenni un buon risultato . Anche matematica non
fu un ostacolo insormontabile , la mia buona stella mi aveva indirizzato
a ripassare i teoremi di Bristinof e di Noaldemi e quelli uscirono
dalla cartella magica della commissione , come se una mano divina
li avesse spinti per favorirmi , all’orale mi congedarono
in fretta . Saltai sul primo treno per Verona , con un po’
di nostalgia per questa città che mi aveva accolto bene
, salvo i primi , ma già dimenticati momenti . Speravo
che il Mister dell’Hellas , G. Carlo Cadè avesse
bisogno di me in modo di tornare a vestire i magici colori giallo-blu,
ma era serie A e forse non ero pronto , anzi pensandoci devo esserne
certo , non ero pronto ! Come logico dopo qualche giorno mi recai
nella sede di via Negrelli ( ora in Corte Pancaldo) per mettermi
a disposizione del club Veronese , L’allora presidente Garonzi
, mi abbracciò complimentandosi per il mio campionato ,
ma non mi promise di tenermi , fu più schietto il segretario
Fiumi , nel mio ruolo a Verona c’erano già l’
indimenticabile Bonatti e un altrettanto splendido giocatore ,
Sergio Maddè , che a volte per giocare fungeva da libero
, non potevo competere .
Ricevetti
una telefonata dal sig. Rota , mi chiese se fossi tornato volentieri
a Pisa visto che stava costruendo una formazione per salire di
categoria , gli credetti e non mi pentii , l’Hellas rinnovò
il prestito ed io cosi ebbi la fortuna di iscrivermi all’università
di Pisa . Il solito “ aguzzino” Landoni sulla panchina
, il solito simpatico massaggiatore ma, come novità un
vero e proprio staff medico alla cui testa si trovava un professore
universitario di grande spessore , Sergio Scarselli (alla sua
morte il comune fece erigere nella sede universitaria un busto
in marmo ).
Anziché le solite sommarie visite , quell’anno fummo
ospiti del nosocomio per una settimana , passavamo da test passivi
a quelli sottosforzo , dal controllo della vista a quello dei
nervi , mi trovarono una predisposizione alla pinguedine , cosa
che già sapevo e che tenevo controllata con mangiate incredibili
di sola verdura , non desinavo con pane e le carni dovevano essere
assolutamente bianche , quando , pensavo di dover cambiare dieta
. Un giovedì ci recammo a Viareggio per l’amichevole
di mezza settimana , l’avevano organizzata dei nostri sostenitori
che si erano anche fatti promotori di una cena al “Castellino”
un noto ristorante sul mare , specialità pesce , ancora
una volta digiunai , in compenso mi trovai in riva al mare con
una stupenda ragazza , a parlare di sabbia di sole e d’am…….
No ,non è il caso di proseguire , non voglio coinvolgere
in questo i sentimenti , sono ben altra cosa .
Iniziò il campionato , ripresi il mio numero da titolare
, vincemmo cinque partite di fila , ci sentivamo imbattibili ,
il nostro allenatore cercava di frenare l’entusiasmo , inutilmente
, il giorno del derby con il Livorno , gara molto sentita nelle
due città , fummo sopraffatti da cinque goal , al ritorno
trovammo, davanti il garage comunale dove mettevamo le macchine
, un manipolo di sfegatati pronti a colpirci a manganellate ,
l’autista non ci fece scendere , girò il pulmann
e il dirigente accompagnatore ci fece ospitare nel solito alberghetto
dei ritiri , per quella notte le spose di qualcuno di noi divennero
ancora vedove bianche .
Non nego che tutto questo ci fu di lezione , eravamo stati umiliati
da una squadra che in sei partite aveva fatto due punti e noi
ne vantavamo già dieci , ci rimboccammo con umiltà
le maniche e la settimana dopo riprendemmo la corsa battendo il
Giulianova .
La squadra volava , non altrettanto il mio personale rendimento
all’ università , cercavo di impegnarmi , ma la stanchezza
dopo l’allenamento mi induceva stremato a leggere solo cose
poco impegnate del tipo ….Tex o libri dedicati a uomini
avventurosi , in quegli anni , uno dei miei maggiori idoli , Walter
Bonatti , scalava le montagne più impervie , dal Caracorum
all’Himalaja.
Zio , inoltre, mi spediva anche dei mensili dedicati alla mia
squadra del cuore , uno si chiamava Giallo-blu e l’altro
Alè Verona , non erano eccezionali , le foto in bianco
e nero , ma vantavano collaboratori esterni, grandi firme sportive
tipo Brera del Guerin Sportivo e Reif per aggiunta anche editore
, lui veronese del settimanale Milan – Inter . Quello che
mi disturbava , la troppa pubblicità contenuta , ben il
50 % del giornale .
L’ unica squadra che quell’ anno fece punteggio pieno
“all’Arena Garibaldi ” fu l’Olbia allenata
dal mantovano Uzzecchini , devo dire che giocarono meglio di noi,
però passarono con un rigore dubbio , non era comunque
il caso di sottilizzare anche noi , in precedenza avevamo avuto
fortuna , vincendo magari delle gare che non meritavamo neanche
di pareggiare . Ricordo ancora , nitidamente , il giorno di una
espulsione , stavo entrando in area dopo aver superato con un
tunnel il libero Benedetto del Parma , e su di me si avventò
il portiere Benevelli , a piedi giunti e così con quel
fallo si trovò la palla in mano , l’indisponente
arbitro Lattanzi ,anziché concedere il rigore mi ammonì
per simulazione , io dolorante , con un taglio provocato dai tacchetti
dello scarpino di ben 4 centimetri , mi alzai e strattonai il
direttore di gara , che, mi mandò anzitempo a farmi una
doccia . Presi sei giornate di squalifica e una …. Inadeguata
, multa dalla società , trecentomila lire, per quei tempi
una cifra notevole visto che un operaio percepiva settanta mila
lire al mese . Nonostante tutto , quello che mi pesava era , non
giocare ed essere stato punito quando la mia ragione si dimostrava
palese
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