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Capitolo 1 2 3 4 5 6

CAPITOLO 5 CONQUISTA !

Il vedere i compagni lottare , ed io in tribuna , mi faceva bollire il sangue , non riuscivo a trattenermi dall’incitare , sbraitare e forse offendere come da sempre fanno i supportes di tutte le squadre , e in una domenica grigia di novembre , eravamo in trasferta a Teramo , io sempre più agitato fui aggredito da un tifoso locale , stanco delle urla che lanciavo . La società pensò bene di aumentare la multa di altre centomila lire , forse era il caso che mi calmassi , con il mio comportamento avevo già fatto perdere alla squadra la Coppa disciplina .
Tornai in campo con la Viterbese , convinto di spaccare il mondo visto la rabbia di cui mi ero nutrito nell’ultimo mese e mezzo .
Non toccai una palla , il libero Calcagni mi anticipava in ogni mia mossa , così finsi un’infortunio ed uscii sostituito da Vinciarelli , per la squadra una vera fortuna , segnò proprio lui il goal che ci portò a due lunghezze dalla prima in classifica la Reggiana , mi mancava il ritmo partita e la voglia non poteva bastare . In settimana mi allenai intensamente , i miei compagni già sotto la doccia ed io con il portiere Doveri ancora a sudare , con tiri da tutti i punti del campo e, punizioni , rigori e…..colpi di testa ….in verità non li amavo , mi rovinavano i capelli e in quegli anni , una capigliatura fiorente era sinonimo di moda . Nonostante gli sforzi non venni convocato, per la partita successiva , mi era stato preferito Vinciarelli e seppur contento per lui , la mia rabbia saliva. Due pareggi , uno interno con l’Empoli ed uno esterno con il Fano , ci portarono a ben 51 punti , mancavano due partite alla fine ed avevamo due punti di vantaggio sulla seconda . Perdemmo con la Lucchese e vincemmo con il Grosseto ci trovammo così a pari punti con la Reggiana , spareggio a Perugia . Avevamo al seguito mille tifosi , i reggiani molti meno , ma armati di tamburi e trombe , entrammo in campo decisi a vincere , volevamo la B ad ogni costo ,io poi ancora di più , non solo per un fatto economico , ma per quella gente appassionata che volle nella settimana prima dello spareggio , appendere una mia foto 120 x 70 al bar sport, quello in piazza dei Miracoli .
Dopo 40 secondi eravamo in vantaggio , fu dura , il secondo goal , quello della sicurezza lo segnai io a…. 40 secondi dalla fine , che strano ancora il 40 come le partite disputate da me nei due anni di Pisa . Non avevo mai provato una gioia così intensa , tornammo a casa su auto scoperte , più che calciatori sembravamo guerrieri romani dopo la conquista della Gallia …esagerazioni che si vivono solo in questo sport.
Il presidente Rota , fece all’Hellas una offerta che non si poteva rifiutare , mi voleva anche in B , ero lusingato , felice di rimanere , ma il Verona mi riteneva pronto per il grande salto , mi aveva assegnato al Bologna , società importante con campioni affermati anche se in verità i migliori erano stati ceduti , il presidente Conti voleva puntare su di un manipolo di giovani e io facevo parte di queste speranze , purtroppo restammo tali , ma questa è un’altra storia .

Passai le vacanze a Grado , dovevo smaltire tutte le botte ,date e ricevute , con fanghi e sabbiature , alla pensione “Trieste mia” incontrai parecchi colleghi , di varie categorie e dopo aver parlato di calcio , parlavamo ancora di calcio , di società importanti , di contratti non rispettati e di molti altri “Problemi” legati al pallone , buffo, ripensandoci ora mi accorgo che alla fine si discuteva di banalità , la vita di sempre è ben diversa , ma in quei tempi i problemi reali , venivano risolti dalle società ,noi dovevamo solo giocare e , magari vincere se ne eravamo capaci . I contratti li vedevano gli esperti , se non stavi bene il medico della società ti era vicino , a volte ti fermavano prima di una intervista , c’era chi sapeva spiegare meglio di te …. cosa pensavi…..io accettavo tutto questo , supinamente , allora erano in pochi quelli veramente carismatici che si gestivano da soli , appartenevo alla massa dei …pedala e taci …anche se ti imbottivano di farmaci per una contrattura o solo perché quel giorno ti eri alzato col piede sbagliato . Iniziò la preparazione sui i monti vicino a Lagoscuro sugli appennini , le case e l’albergo del paese con miriadi di bandiere rosso-blu ci accolsero ma, di gente in giro , poca , qualche villeggiante , dei bambini distratti e mamme indaffarate .
L’ allenatore , Giagnoni , aveva come supporto un personaggio importante tra i tifosi , Cervellati ,ex campione in un Bologna che faceva “tremare il mondo” ma quello comunque che mi fu più vicino, mio malgrado , il medico sociale Dalmastri , infatti dopo due giorni fui ricoverato alla clinica Rizzoli , mettendo il piede in una cunetta del terreno fui vittima di una frattura scomposta al pèrone , mi dissero subito che ci sarebbe voluto un po’ per guarire , due , tre mesi …..non giocai tutto l’anno , subii due interventi in venti giorni, dopo tre mesi cominciai la rieducazione , lenta , con il morale sotto i tacchi , la squadra giocava male , i tifosi la stavano lasciando , in classifica andavamo tra il quart’ultimo e il terz’ultimo posto e il presidente sul settimanale di cui era editore (Guerin Sportivo) faceva fare i salti mortali ai poveri giornalisti per far credere che si trattava di sfortuna , qualcuno osò dichiarare che il mio infortunio colpendo negativamente la squadra , la condizionava , assurdo arrivavo dalla C e non avevo esperienza per guidare una squadra simile , comunque neanche il più fanatico degli affezionati cadde nella trappola e il popolo tifoso chiese la “testa” del tenace sardo . Cervellati finì il campionato con un dodicesimo posto , onorevole visto l’inizio .

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